• Angela Catrani

Io, editor


Parafrasando il titolo di un celebre libro di racconti di Isaac Asimov, Io, robot, (in questa versione con la traduzione di Vincenzo Latronico per Mondadori) vorrei raccontare che tipo di editor io sia e di come lavori.

Negli anni mi sono costruita un lavoro su misura, che mi rispecchiasse in pieno, che tenesse conto dei miei studi, delle mie competenze e dell'esperienza maturata.

Dunque, in effetti, Io, editor, è un titolo calzante.

Quando mi arriva un testo da editare lo leggo subito, poi lo ripongo. Lo lascio sedimentare in un angolo del cervello e lo lascio dialogare con tutto ciò che la mia memoria conserva (autori classici, moderni e contemporanei, arte, musica, saggistica).

Poi chiedo un colloquio con la persona.

Il colloquio mi serve per conoscere chi ho di fronte: la mente, i percorsi fantastici e narrativi, la capacità di creazione. Chi ha prodotto ciò che io ho letto e lasciato sedimentare? Da quali studi proviene? Che mestiere fa?

E ancora: da cosa origina la sua idea, la sua storia? Chi sono i personaggi? Quanto c'è di sé nella storia?

Sono colloqui con tante domande da parte mia, spesso molto intimi, arrivano a toccare corde profonde.

Divento responsabile di un'anima che mi si apre.

Spesso mi capita che dopo questo primo colloquio, l'autore o l’autrice senta il bisogno di rivedere il testo che mi ha sottoposto: è parlando insieme che le idee si sviluppano al meglio, che si sostanzia un processo di creazione letteraria


Un libro che mi ha aiutato a comprendere i meccanismi creativi è Immagina. Come nasce la creatività, di Jonah Lehrer, traduzione di Susanna Bourlot, Codice edizione. Le idee emergono da un flusso di pensieri che il cervello raccoglie in ogni dove, che elabora, sistematizza e poi processa. Ma è solo nel confronto con altri che si raggiunge la completezza.


Mi rendo conto, mentre ascolto parlare chi ho di fronte, che il mio cervello si sta riallineando con lui, con lei, con le sue letture, con i suoi percorsi artistici: anche se non sono i miei. Non so come avvenga questa cosa, non so bene cosa succeda nella mia mente, ma mi capita sempre. E seguendo i suoi, suggerisco letture e idee e pensieri che se non sono i suoi, ma non sono nemmeno i miei.

Questo comporta necessariamente una cura nella relazione, che si fa intensissima.

Intanto ci deve essere una fiducia piena in chi si affidi a me: il segreto professionale è sacro, non potrebbe essere diversamente! A seguire, un percorso di crescita, che coinvolge entrambi: imparo tantissimo dagli autori! Ma la crescita è soprattutto umana: ogni persona nasconde percorsi di vita unici che mi arricchiscono enormemente.

Quando l’idea del progetto è pienamente sviluppata, si passa al lavoro sul testo.

È raro che io metta mano ai testi altrui: ritengo fondamentale che l'autore si assuma piena responsabilità di ciò che scrive.

Lavoro con l'autore su ciò che scrive, e poi su come scrive. Spesso è proprio nel modo di scrivere che emerge la vera difficoltà: scrivere è un mestiere, con regole, dinamiche, processi. E succede che chi non è scrittore di mestiere si improvvisi.. Allora, è meglio fermarsi, e leggere. Leggere narrativa, tantissimi classici, italiani e stranieri in ottime traduzioni, leggere narrativa contemporanea. Ma non solo leggere per passione, imparare a leggere a livello professionale. Imparare a captare i meccanismi narrativi, per esempio, la velocità nei dialoghi, la costruzione dei personaggi, l’ambientazione. E mentre si legge fermarsi e chiedersi che espediente retorico è stato usato, per esempio.

Nessun scrittore nasce senza prima aver letto migliaia di libri. Aver guardato centinaia di film. Aver visto centinaia di quadri, e chiese, e palazzi.

È un lavoro lunghissimo e costoso, non tanto a livello economico, ma in termini di crescita umana e di disciplina. Gli scrittori che conosco assumono quasi abitudini monacali nelle loro giornate: sveglia all’alba, scrittura, lettura, famiglia, e ancora lettura, scrittura, famiglia e via andare. Giornate regolate da ore di scrittura alternate a ore di lettura, e spesso insieme a presentazioni, conferenze, convegni, formazione, insegnamento - scrivere non è un mestiere redditizio, ed è necessario inventarsi mille modi per arrivare a fine mese.

Nel tempo ho imparato a fidarmi del mio istinto. Se in un testo non c’è sostanza, non c’è complessità e profondità, probabilmente la persona dietro sarà povera di letture e di percorsi umani significativi. In quel caso, purtroppo, non posso fare molto.


Mi occupo, principalmente, di Letteratura per bambini e ragazzi, e il discorso non cambia.



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